Mi impigrisco oggi, pubblicando ancora una volta contenuti presi da YouTube. Ogni tanto, io dico, è bene anche esprimere le proprie emozioni attraverso opere d'altri.
Finalmente disponibile un nuovo video dei Nightwish. Dall'album Dark Passion Play, è la volta di The Islander. Un pezzo malinconico e riflessivo, che mi figura un lento incedere verso casa. Rassegnazione, pace ed infine rinascita.
Richiamo i Tristania solo nei momenti adeguati. Mi esigono un ascolto attento e rispettoso, che non posso assolutamente concedere ad esempio mentre guido (vd. sul dizionario "Pirata della strada"). Li ritrovo quindi quando il silenzio la fa da padrone, conscio che nemmeno la fine del mondo potrebbe distrarmi dall'ascolto. Scopro solo ora che la voce femminile del gruppo, Mariangela (Mary) Demurtas, oltre che essere un brillante esempio di bellezza è anche nostra connazionale. Sarda per la precisione; il che comporta un immediato riesame delle critiche mosse all'isolano popolo, da me bistrattato verbalmente solo per provocare un mio impudente collega delle suddette origini.
Questo è quello che difficilmente si riesce a spiegare ad un neofita. Ciò che personalmente distingue il genere Gothic Metal, trovando da parte mia una fanatica devozione, è l'arricchimento del sound Metal con forti partecipazioni orchestrali e liriche. Non passano in secondo piano i contenuti dei testi, che analizzano l'essere umano nella sua natura mistica, oscura, epica, disperata, rabbiosa e meditativa. Non posso farci niente; amo questo genere perchè ritrovo in esso il mio stesso carattere.
Rompo l'ormai consueto mese di silenzio con una recensione. Di recente ho prestato questo libro, trovando una calorosa approvazione che mi ha spinto a scriverci due righe sopra. Niente di formale, non faccio giornalismo; scrivo pertanto in assoluta leggerezza.
Qualche anno fa, spulciando i trailer cinematografici di QuickTime, presi nota di una pellicola marchiata Lionsgate. Nel periodo di Harry Potter, Narnia ed il successivo Eragon, il titolo “Peaceful Warrior” mi suggerì da subito epiche battaglie consumate su verdeggianti piane. Diversamente, l’anteprima presentava una storia moderna e drammatica, che verteva sulla carriera di un ginnasta vincente, distrutta da un terribile incidente in motocicletta. Con l’aiuto di un enigmatico vecchio, il ragazzo durante la storia dà l’incipit per una ripresa miracolosa e tenace. Splendida fotografia e traccia musicale del trailer molto evocativa, tipica degli sports movie. Nei mesi successivi venni a sapere che il film non prevedeva l’uscita nelle sale italiane; la storia inoltre, ambientata tra gli anni '60 - '70, non era inedita, essendo tratta dalle esperienze autobiografiche di Dan Millman, trascritte dallo stesso in un libro che già da parecchi anni stava facendo parlare di sé in tutto il mondo. Misi in secondo piano la faccenda per almeno un anno e mezzo, fino a che l'estate scorsa non accompagnai la Solare Cacciatrice alla libreria Mondadori di Padova, per l'acquisto di un libro di cucina che alla fine non comprò. Il libro di Millmann posava in cima ad una pila di libri ancora da disporre sugli scaffali. In copertina un cielo azzurro venato da rade nuvole faceva da sfondo alla schiena scolpita di un atleta dai capelli neri. Non sono un divoratore di libri, impiego diverso tempo per completare una lettura perché, di carattere, amo elaborare con calma quelle poche cose genuine che coltivo. Alcuni libri comprati anni ed anni fa ancora attendono di essere letti al momento giusto, riposti con cura nella mia libreria. A differenza di questi, il libro di Millmann come entrato nella mia stanza prese possesso delle mie letture serali, riempiendo ben presto ogni istante libero delle mie giornate. Per La Via del Guerriero di Pace il genere autobiografico è innegabile. Questa definizione però si sofferma ad un'analisi marginale del libro, subito smentibile anche dal lettore più distratto. Le intense esperienze agonistiche vissute dall'autore negli anni del college, vengono rese irripetibili dalla guida di un amico straordinario, capace di sfidare il giovane Dan là dove mai si sarebbe creduto debole. Millmann espone con trasporto la trascorsa fragilità emotiva, raccontando quanto sia stato intenso crollare e risorgere giorno per giorno, imparando dal suo mentore a governare la mente come nessun allenatore gli aveva mai insegnato a fare. Si imbastisce così un romanzo filosofico e spirituale, ricco di emozioni al punto da lasciare al romanticismo del lettore la scelta di scartare gli accadimenti reali da quelli metaforici. Il risultato è coinvolgente; che si possieda o meno un excursus sportivo, la vicenda narrata colpisce l'animo di vincitori e vinti, instillando un forte senso autocritico e tanta, tanta voglia di migliorarsi.
Un libro che cambia la vita...
Recita il frontespizio della pubblicazione attuale. Magari la mia vita non è cambiata, ma di certo da questa lettura essa ha trovato molte conferme che aspettavo da tempo, a prescindere dal fatto che il Dan Millmann di oggi non riesca ad ispirarmi alcuna fiducia.
Segue la copertina del libro, ed il famoso trailer del film ad esso dedicato. Premetto che la pellicola, se pur affascinante, riporta le vicende in modo incompleto.
Si può dire di essere pronti ad una grande battaglia, quando del suo concetto ci si è fatti ragione assoluta. Sarà così rilevante la nostra strategia, se affilata da una mente che non considera la paura. Fare della determinazione la propria arma vincente; abbandonare la rilevanza di un singolo evento, risolvendolo non appena si presenta. Custodire infine la calma, perché niente davvero conta più di essa.
Qualunque sia il nostro operato, è costruttivo compierlo nel migliore dei modi; non senza dimenticare, che c'è sempre qualcuno pronto ad amarci a prescindere dal nostro successo.
Torno nel mio regno durante questa oscura traversata. Parlo di te, che tanta importanza avrai sempre nella mia famiglia. Ho sfumati ricordi del tuo giovane volto, fresco e spensierato quando ancora ero un bambino. Il tuo sorriso da allora non è mai cambiato. Ti rivedo adulto, già padre, attraverso gli anni intensi che hanno saputo condurci ad oggi con rinnovato potere. Innumerevoli sono state le occasioni in cui abbiamo condiviso i nostri pensieri. La tua guida da sempre si è rivelata una delle migliori, e tanto essenziale è stato il tuo esempio nel difficile percorso di crescita umanistica a cui sempre sarò fedele. Smarrito nella mia follia, l’anno scorso tu hai saputo dare ascolto genuino al mio lamento disperato, senza infliggermi il tuo giudizio, senza mai vestire di onnipotenza il tuo stesso conforto. Hai invece agito nei miei confronti, indicandomi l’unico luogo al mondo in cui, lo sapevi bene, avrei saputo ritrovare la gioia di esistere. Sulla sabbia di quei campi, insieme ad una straordinaria creatura ho vissuto esperienze da cui mai saprò rendermi estraneo, che per certo arricchirò in tempi più favorevoli. Per tutto questo io ti devo più di quanto immagini. Ti ho visto anche sconfitto dalla tristezza e stroncato dalla disperazione. Ma mai ti sei lasciato sopraffare, capace di accendere ancora una volta quella luce benevola che conservi nel cuore. Silenzioso ho ammirato tanta forza d’animo; solo mi auguro che in quei momenti, il mio aiuto possa esserti stato prezioso almeno la metà di quanto lo è stato il tuo per me.
Da questi ricordi mi sono ultimamente allontanato; ritrovo trascurati i pochi, veri affetti di cui sono custode, come distanti sento le mie passioni migliori, le mie riflessioni più profonde. In tutta evidenza ho intrapreso un cammino importante, che tende a distogliere da ciò che dovrebbe condurmi alla serenità, nei momenti in cui il sole annuncia la sera. Suppongo sia una lacuna dovuta alla mia mente acerba e contorta, mai capace di indulgere sul mio operato tanto quanto sugli impegni presi. Saprò presto ritrovare le sensibilità attualmente smarrite, di questo non ho dubbi.
Buon Compleanno, Altero Patrono. Il tempo farà luce sulla nostra storia. Posso dirti solo che donerò il nostro racconto ai miei figli, nel momento in cui dovrò spiegare loro il concetto di Amicizia.
Esistono attimi in cui il sublime disegno del Destino si dipana nelle sue effettive fattezze. Scompaiono così le nostre mete materiali, lasciando voce a quel sommerso marchingegno di emozioni che anticamente concatenate tra loro, sono divenute nel tempo un'identità cosciente. Insaziabile dell’esperienza di esistere; conosciuta come Anima, essa è temporanea sposa della carne, attraverso cui manifesta la vita.
Esistono impegni immensi, nati per influenza dell'Anima. Sono situazioni che in un modo o nell’altro ci troviamo a coltivare con insospettabile passione. Compiti che se accettati conducono oltre l’immaginazione, passando però su sentieri di lacrime e sangue, nella realtà di tutti i giorni. Vicende anche comuni, che interiormente percepiamo come insormontabili conflitti, risultato di quel mistero che sa renderci sempre il frutto della nostra semina.
Esistono uomini e donne capaci di accettare questi impegni, che ne conoscano o meno la sua origine, la sua funzione ultima. Persone determinate ad arridere lo spettro del fallimento quante più volte sia possibile, attraverso atti di grande determinazione che sanno redimere una Mente sfigurata dalla paura e dal dolore.