Assedio

sabato 7 novembre 2009

Come un veleno il tuo senso si fa strada nel mio sangue, annebbiando i miei pensieri come se la peggiore delle tempeste lavasse via il sapore delle mie giornate. E poi è sempre una grande battaglia, tra ragione ed istinto, tra amore e violenza, tra dolore e silenzio... Il tuo sorriso, io credo, nasconde il bisogno di trovare qualcosa che non esiste più o che, forse, mai non è esistito. Il tuo sentiero, se mai fosse percorribile, porta in luoghi che ho già visto, dove già ho versato le mie lacrime e da cui sono già ritornato.

Eppure è difficile, immensamente.

Pregando i Morti

sabato 31 ottobre 2009

A volte; vorrei essere ingenuo, semplice, d’istinto maschile,
come il Mediterraneo Viaggiatore.

A volte; nella sensualità invadente vorrei spandere la mia presenza,
come la Dama del Velo.

A volte; libertà e disperazione bramo, avvezzo ad un mondo nuovo,
così come l’Amante dell’Edera.

A volte; dell’ego e dell’infantilismo mi farei scudo, se pur fiducioso,
come il Delfino Celeste.

A volte; l'eccellente eleganza al mio cospetto pretendo,
come solo la Solare Cacciatrice sa farne sfoggio.

A volte; i sensi altrui vorrei rapire,
perché solo la Regina del Tempio seppe sottrarre i miei.


Invece; nella solitudine estraggo l’essenza del mio essere, in questo giorno in cui nel baratro del tempo mi lascio scivolare. I pensieri del mondo mi rendono cieco e sordo, trafiggendomi nel cuore le mie stesse paure. Ancora una volta finirò dove solo la notte finisce, un attimo prima che il sole la squarci. Ancora una volta con il sole tornerò a cavalcare i miei sensi, ma non oggi.

Discendo la strada che mi riconduce a coloro che più non sono, per ascoltare il loro canto, per apprendere dai loro occhi, per sentire i loro racconti sulla storia del mondo. E così in me stesso risorgo; come un lago che in superficie immutato resta, mentre ben più profonde le sue acque si espandono, erodendo il fondo della mortalità.

Zenit

martedì 18 agosto 2009

Prima di abbandonarmi ancora una volta a questa misera condizione di sofferenza, guardo l'orizzonte sconfinato che domina questa nuova era in cui finalmente sono giunto. La rada foresta che ha visto il mio crescere ora germoglia di nuovi fiori brillanti e sconosciuti, auspicando un cammino che a definirlo eccezionale non gli si renderebbe giustizia.
Il mondo intorno a me si contrae e vibra nel mio essere, ad ogni pensiero osservo con occhi nuovi sensazioni che in me riecheggiano come mai potevano prima. Sulla strada presto le mie fatiche ed il mio orgoglio, nella prigione presto il mio dovere ed il mio onore.

Ed ora a noi.
Il messaggero del Gelo alle porte del presente ormai si affaccia. Del suo Sublime Signore ci annunci il canto, prima delizia del suo immortale risveglio. E così del caldo io non ho più timore, sconfortato fin prima dal suo infruttuoso dominio.

That's the way it is (backup)

martedì 6 gennaio 2009

Ho letto alcune note di viaggio scritte da una cara amica, appena tornata da Napoli. Non posso fare a meno di dedicarle questo video, raccomandandole di cercare la traduzione dei testi!

Tempi di attesa (backup)

domenica 28 dicembre 2008

Il Tempo interrogò un solitario raggio di luna, che adagiato sullo scranno di pietra dello sciamano, stava brillando tenue al calar delle tenebre. "Dove si è fatto rifugio il Viandante?" Chiese guardingo. "Quando egli sarà nuovamente pronto a levare il suo bastone uncinato contro l'orizzonte della Nona Casa?".
Sulla levigata roccia, il guizzo di luce scomparve oscurato da un'ombra giunta in silenzio. "Bada, amico mio. Sebbene la mia carne a te molto deve rendere conto, del mio animo tu ignori i fuochi. La mia arma mai di riposo si è beata. Volgi la tua attenzione dove la Sesta Casa guida il cammino dei Maestri d'Arte; verso di essa mi troverai già in viaggio".

Ultimo sforzo (backup)

mercoledì 24 dicembre 2008

Venticinque metri (backup)

martedì 18 novembre 2008

Di ceramica azzurro pallido si colora il grande riquadro d'acqua. Tra una lezione e l'altra ha placato il suo moto, lasciandosi contemplare in tutta la sua rilassante, piatta bellezza. Già prima, come sempre, lascio che sia anche il suo movimento ad ipnotizzare le mie ansie. Tra milioni di bracciate sincrone essa cavalca il mio sguardo, rubandomi la mia stessa identità.

E' piacevolmente tiepida lungo la gamba. Ti lasci andare, scoprendola fredda e pungente nell'addome. Infine ti lanci nel suo vuoto, dove solo dei tuoi muscoli senti i ritmati impulsi. Essa ti avvolge, si concede generosa, affettuosa a chi con la furia o con la calma la destreggia. Non fa distinzioni, lei, a patto che non la si tema. E' infatti nel principiante coscienzioso che essa predilige impartire le sue lezioni. Come la più feroce delle belve matrone, essa guida i suoi cuccioli sulla sua cristallina superficie. Punisce impietosa ogni violento, meccanico, mentale approccio, piegando nella fatica coloro che ingenuamente esigono di domarla. Nel corpo umano, soprattutto adulto, essa fa riscoprire l'indagine personale; illustra la quiete, il rilassamento, la calma interiore. Nel controllo e nello sforzo pulito ci sussurra le meccaniche dell'Universo stesso, diventando il Tutto incontrollabile in cui ognuno di noi è centro e fulcro, onda e spostamento.